pop up.jpgCIAO A TUTTI, ancora un’idea per la festa del papa’, questa volta vi faccio vedere come faccio io i biglietti pop-up davvero velocissimi ma sempre di gran effetto per chi li riceve!!!!!

materiali:

1 foglio bianco e uno colorato

forbici

colla

disegno del ritratto di papa’ (o altro, scritte o quel che si vuole)

procendimento:

 

piegate il foglio a meta’, praticate 2 tagli al centro (da foto), aprite il foglio e prendete il pezzetto di carta tagliato portandolo all’interno, piegate ancora per chiudere.

Aprite il foglio e incollate nel pezzetto tagliato il ritratto, immagine o altro (e’ piu’ complicato a dirsi che a farsi ma spero abbiate capito bene dalle foto)

A questo punto scrivete una dedica, un pensiero o incollate una piccola poesia , se volete qualche idea potete scaricare questi sotto o venderne altre qui (I BIGLIETTI CON POESIA A SORPRESA (NASCOSTA) PER IL PAPA’)

papa-poesie

poesie papa’

 

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Ciao a tutti, sempre per la serie che oltre all’arte spiegata in genere si possono far conoscere dei celebri personaggi oggi voglio parlarvi di Edward Lear, scrittore e illustratore dei suoi libri di origine inglese.

Lear è noto per i suoi Limerick che sono delle brevi poesie dalle regole ferree che hanno il compito di far ridere chi le ascolta, sono a contenuto non sense, (la scrittura nonsenso e cioè che appare priva di significato, solitamente ma non necessariamente  a sfondo umoristico come appunto nei limerick) ha pubblicato diversi libri e ha viaggiato molto anche in Italia

Piu’ sotto trovate un suo Limerick, ci sono stati diversi traduttori, anche se la giusta traduzione non riesce mai perfettamente, il Limerick infatti come vi dicevo sopra ha delle regole e cioè  è sempre composto di 5 versi di cui i primi due e l’ultimo, rimati tra loro  il terzo e il quarto, a loro volta rimati tra loro quindi vale la regola da ricordare AABBA. Insieme alla breve poesia trovate anche una sua illustrazione da fare colorare ai bambini.

Ma continuando a parlare di Limerick un  altro conosciutissimo autore e’ stato anche Rodari, come nell’esempio qui sotto

Un signore molto piccolo di Como,

una volta salì in cima al Duomo.

E quando fu in cima

era alto come prima,

quel signore tanto piccolo di Como.

Ovviamente non potevo non proporre limerick a misura di bambino ed è qui che ne verranno fuori di davvero molto simpatiche, basterà spiegare appunto ai bimbi la regola, facendo qualche esempio in modo che capiscano bene e….farne scrivere una e completandola con disegno oppure facendo trovare un immagine che gli sembra adatta, questo e’ un esempio di quello che ne e’ uscito 🙂

UN GIORNO UN PICCOLO GATTO

SALI’ NELLA CIMA DI UN PALAZZO

CON UN BALZO FELINO ATTERRO GIU’

MA LA TESTA GUARDAVA ANCORA SU

CHE PICCOLO GATTO UN PO’ MATTO

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Tornando a Lear invece vi lascio un suo limerick con illustrazione da colorare

limerick-giusto

si scarica qui

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CONTINUANO LE FILASTROCCHE NELLA MIA PAGINA FACEBOOK, ANCHE SE ULTIMAMENTE NE HO MESSE UN PO’ MENO MA HO DECISO COMUNQUE DI METTERE LA CATEGORIA INVERNALE COSI’ DA INSERIRE QUI ANCHE LE PROSSIME CHE POSTERO’, PER ORA VI LASCIO CON QUESTE DUE, UNA PER CAPODANNO DI GIANNI RODARI E UNA DEL GELO, SEMPRE SUA, A PRESTO!

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Filastrocca del primo giorno di scuola

Son tre notti che non dormo
perché penso al “primo giorno”
Mi sono svegliato presto al mattino
e ho già indossato il grembiulino,
mentre faccio colazione
sento mamma in apprensione
“Svelto svelto il tempo vola:
non vorrai far tardi a scuola!” Mi rincuora il mio papà
che mi bacia e se ne va:
nella tasca ho il fazzoletto,
la merenda nello zainetto,
ora son pronto, possiamo uscire (ma io tornerei volentieri a dormire…)
Prendo per mano la mamma mia
(ma sento un po’ di nostalgia)Sul portone la bidella
suona già la campanella
i bimbi grandi entrano in fretta la maestra è lì che aspetta “Mamma!” imploro “stammi vicina” Lei mi sussurra “Non vado in Cina!
La scuola è un bel divertimento e, sono sicura, sarai contento!”
La maestra mi viene vicino
“Come ti chiami bel bambino?Lei mi sorride dolcemente
(ma questa scuola non mi piace per niente…)
La mamma mi bacia e mi rassicura
(certo la vita è proprio dura…) Insomma mi arrendo, se devo …resto!
Saluto la mamma con un gesto
Ma quando la vedo al portone andare via mi viene una grande malinconia,
mi viene da piangere, son disperato,
mi sento solo e abbandonato.
Mi guardo in giro: lì c’è un bambino
che mi sorride e fa l’occhiolino
e mentre un altro mi fa la linguaccia
una bambina forte mi abbraccia.
Mi chiede “Sei nuovo, non ti senti bene?
Dai, vieni, ti passa giocando insieme”
E la maestra passando per caso mi fa una carezza proprio sul naso.
Faccio ancora un po’ di lagna
ma la bambina mi accompagna
alla casetta per fare il caffè
poi lei è la regina e io faccio il re.
Poi c’è la merenda “Mmh! Che appetito!
E questo spuntino è davvero squisito”
Poi si va in bagno, com’ è carino!
È in miniatura piccino piccino.
E poi la maestra ( è un vero mito)
mi fa dipingere… con il dito!!!
(e per dimostrare il mio gradimento io mi pitturo fino al mento)
Ma non è finita! Dopo cinque minuti
noi ci mettiamo tutti seduti.
La maestra ci legge un bel libro di gnomi
e dopo giochiamo a dirci i nomi.
Ma un certo punto (sul più bello)Ecco che suona un campanello
Drinnn! E’ già finito il primo giorno? Beh, mica male…domani ritorno.

Simona Maiozzi